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Cersosimo
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mwggCersosimo è un mwgwcomune italiano di mwha495 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwiqprovincia di Potenza, in mwigBasilicata. Costituisce, insieme a mwiwNoepoli, mwjaSan Costantino Albanese, mwjqSan Paolo Albanese e mwjgTerranova di Pollino, la mwjwValle del Sarmento, situata alle pendici del massiccio del mwkaPollino, nel mwkqParco nazionale del Pollinocite-ref-0-3-0[3].
Contents
• Storia
• Società
• Cultura
• Cucina
• Strade
• Note
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Geografia fisica
Sorge a 548 m s.l.m. e occupa una delle estreme propaggini del massiccio del Pollino sul versante che si affaccia nella media vallata del fiume mwmqSarmento, all'estremo sud-est della provincia, al confine con la parte sud-occidentale della mwmgprovincia di Matera e la parte nord-orientale della mwmwprovincia di Cosenza. L'abitato moderno si estende alle pendici del Monte Castello (723 m s.l.m.), altura che, insieme a Timpa Giovannicchio, fa parte di un sistema di rilievi degradanti ad oriente nel canale Lappio, ad occidente nel torrente Fiumicello e a nord nel punto in cui il secondo confluisce con il primo, per immettersi subito dopo nel Sarmento, uno dei principali affluenti del mwoaSinnicite-ref-0-3-1[3].
Origini del nome
Il suo nome deriva dal monastero mwqwbizantino dedicato a Santa Maria di Kyr Zosimo (dal mwragreco Κυρ Ζώσιμος, "padre Zosimos"), di cui si trova una prima indicazione in una pergamena del 1043 ritrovata nel mwrqSyllabus Graecarum Membranarum custodito nell'abbazia benedettina di mwrwCava de' Tirreni. Nelle vicinanze del monastero, secondo il mwsaRacioppi, si sarebbe formato l'attuale centro abitato. Sulla ubicazione del monastero sono state elaborate diverse ipotesi, ma la più verosimile consiste nel riutilizzo del sito greco-lucano ubicato sulla sommità della collina ad est dell'abitato, nelle immediate adiacenze dello stesso.
Storia
Punto nevralgico del più vasto bacino del Sinni, la località "Castello" di Cersosimo è ricca di testimonianze archeologiche note dal secolo scorso.
Intorno alla fine dell'mwtaOttocento, M. Lacava per primo ne descrisse la fortificazione pubblicandone una descrizione nelle mwtgNotizie degli Scavi. Lo studioso paragonava I'andamento delle mura ad un ettagono irregolare con un perimetro di circa 905 metri, sosteneva che alla sommità della collina, cinta dalle mura, vi fosse una "mwtwacropoli", a sua volta chiusa da una propria cinta trapezoidale, lunga 570 metri, ed avente due lati in comune con la prima. All'interno dell'area fortificata, il Lacava inoltre segnalò la presenza di resti di edifici "antichi" e di numerosi frammenti ceramici.
Particolari sono le vicende storiche di Cersosimo. Il luogo risulta abitato già nell'mwuqera antica e il paese ha subito i tre maggiori processi di colonizzazione di tutta la parte meridionale della Basilicata. Di origine mwuggreca, è diventato casale agricolo nel mwuwmedioevo per via dell'insediamento di un monastero mwvabasiliano, per poi essere trasformato in borgo rurale soltanto nel 1500 in conseguenza della politica condotta dal feudo di Noja. Nel mwvqIV sec. a.C., alcuni coloni greci, risalendo dalle coste mwvgioniche verso l'interno, fondarono un centro fortificato sulla sommità del colle a 720 m s.l.m., in quella località che ancora oggi si chiama "Castello".
L'insediamento si trovava in posizione strategica, sul percorso che attraversava l’altopiano del Monte Carnara (1283 m s.l.m.) per raggiungere Alessandria del Carretto (CS) e quindi la mwwqpiana di Sibari (CS). Mutate le condizioni socioeconomiche, il centro fu abbandonato fino a scomparire del tutto. Nel 1034, poco distante dalla fortificazione, cioè a mezza costa delle pendici occidentali del Giansilio, la contrada si popolò nuovamente per la costruzione di un monastero basiliano dedicato alla Vergine Maria. Oltre dai servi del convento, fu abitato da una comunità rurale, come si può desumere dal resoconto delle ruberie di greggi e armenti fatto dal signor di Noia. Nel 1277 il borgo fu tassato per 17 once.
Le prime notizie sull'attuale Cersosimo risalgono all'anno mwxamille, e si ricavano dai numerosi atti di donazione e compravendite dal 1034 in poi, appartenenti al monastero di S. Maria di Kyr-Zosimo e pubblicati nel mwxqSyllabus Graecarum Membranarum.cite-ref-1-4-0[4] Nel 1088 il monastero divenne una dipendenza della mwygSs. Trinità di Cava de' Tirreni, pur continuando a ricevere numerose donazioni, anche di monasteri/chiese che amministrava per contro del monastero cavense. L'ultima donazione in favore di S. Maria di Cersosimo è del mwyw1276cite-ref-5[5].
mwaqSimboli
Sullo stemma è raffigurata in campo celeste una mwawquercia fruttata d'oro.
"Drappo azzurro riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale con la scritta centrata in alto recante la denominazione COMUNE DI CERSOSIMO. Le parti di metallo e i cordoni sono argentati. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento."cite-ref-6[6]
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• Sito archeologico Lucano risalente al IV-III sec. a. C.
• Resti del Monastero Basiliano di Kyr-Zosimo (sec. XI) coincidente in parte con l'attuale edificio che ospita il municipio. Presenta una muratura in pietra di varie dimensioni disposte orizzontalmente e legate con malta di calce.
• Chiesa Parrocchiale intitolata a Santa Maria di Costantinopoli risalente al sec. XI (Corso Plebiscito).
• Resti della chiesa di Costantinopoli del sec. XIX (Largo Fiera).
Architetture civili
• Palazzo Valicenti del sec. XIX (Via Roma).
• Portali scolpiti in pietra nei palazzi signorili (sec. XVIII -XIX) ad opera degli scalpellini locali.
Siti archeologici
Zona archeologica in località Monte Castello corrispondente all'Acropoli di una città lucana. Durante le campagne di scavo sono rinvenuti resti di cinta fortificata, del tipo mwhqopus quadratum.
Società
Evoluzione demografica
Cultura
Istruzione
A Cersosimo è attivo un istituto comprensivo con scuola dell'infanzia e scuola primaria.
Cucina
Prodotti gastronomici tipici
mwkwSalsicce, mwlasoppressate, mwlqprosciutto, mwlgcotica di maiale in gelatina; formaggio mwlwpecorino, mwmaricotta, mwmqcacioricotta, mwmgcaciocavallo; pasta di casa, mwmwfrizzuli, mwnaraschiatelli, pane di casa, mwnqfocacce, pizza con pomodori e peperoni; crispelle di Natale; pettole di Carnevale; pasta con la mollica, pasta aglio e olio con peperoni rossi; carne alla pastorale, cotica e fagioli, cotica e mwngverza, mwnwpeperonata con salsiccia; frittata di peperoni e uova, mwoapeperoni "cruschi"; capretto al forno, capretto alla brace; fichi secchi con mandorle o noci.cite-ref-8[8]
Infrastrutture e trasporti
Strade
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 24 aprile 1995 | 13 giugno 2004 | Mario Giuseppe Vitarelli | Partito Popolare Italiano | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 11 gennaio 2010 | Mario Trupo | lista civica | Sindaco | |
| 12 gennaio 2010 | 29 marzo 2010 | Mauro Senatore | | Commissario straordinario | |
| 30 marzo 2010 | 31 maggio 2015 | Pietro Gulmi | lista civica | Sindaco | |
| 1 giugno 2015 | 21 settembre 2020 | Armando Antonio Loprete | Partito Democratico | Sindaco | |
| 22 settembre 2020 | in carica | Domenica Paglia | Cersosimo bene comune | Sindaco | |
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwuamwuqmwugBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwuwdemo.istat.it, mwvaISTAT.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-21. mwwamwwqmwwgTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwwwmwxaPDF), in mwxqciterefmwxgLeggemwxw mwya26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwyqAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwyg 151. mwywURL consultato il 25 aprile 2012 mwza(archiviato dall'mwzqurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-0-33. ↑ mw0wComune di Cersosimo, mw1amw1qIl territorio, su mw1gcomune.cersosimo.pz.it. mw1wURL consultato il 15 aprile 2025.
cite-note-1-44. ↑ mw2wComune di Cersosimo, mw3amw3qCenni storici, su mw3gcomune.cersosimo.pz.it. mw3wURL consultato il 15 aprile 2025.
cite-note-55. ↑ mw4wL. Mattei-Cerasoli, mw5aLa badia di Cava e i suoi monasteri della Calabria superiore, in mw5qArchivio storico per Calabria e della Lucania, vol.mw5g 9, 1939, pp.mw5w 279-314.
cite-note-66. ↑ mw6wComune di Cersosino, mw7amw7qStemma e gonfalone, su mw7gcomune.cersosimo.pz.it. mw7wURL consultato il 15 aprile 2025.
cite-note-77. ↑ Dati tratti da: mw8wmw9amw9qmw9gmw9wPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mw-amw-qPDF), su mw-gebiblio.istat.it, mw-wISTAT. mw-amw-qmw-gmw-wPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaqaesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-88. ↑ mwaquComune di Cersosino, mwaqymwaqcProdotti tipici, su mwaqgcomune.cersosimo.pz.it. mwaqkURL consultato il 15 aprile 2025.
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Collegamenti esterni
• mwaq4Informazioni turistiche su Cersosimo, su massimilianoalbanese.net. URL consultato il 21 novembre 2008 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2008).